Ann Widdecombe (x)
Proseguono le indagini sulla morte di Ann Widdecombe, nota esponente – ed ex portavoce – del partito britannico Reform UK di Nigel Farage, brutalmente assassinata all’interno della sua abitazione l’8 luglio in un omicidio che a lungo ha tenuto impegnati gli inquirenti: il primo fascicolo era stato aperto con l’ipotesi di terrorismo, ma poi gli inquirenti avevano immediatamente escluso qualsiasi movente politico ed erano giunti all’arresto di un 26enne britannico.
Dopo un breve periodo in custodia, però, il 26enne accusato dell’omicidio di Ann Widdecombe era stato rilasciato e poco dopo era stato arrestato un 28enne, identificato nella persona di Joshua Kerry, che non è chiaro quale rapporto avesse con la vittima: stando alla ricostruzione ufficiale – non ancora confermata – l’uomo si sarebbe introdotto nell’abitazione della donna e, in appena due minuti, l’ha colpita 21 volte a martellate, prima di rubarle il portafogli e scappare.
Naturalmente, in attesa della conclusione effettiva delle indagini, è ancora presto per sapere l’effettivo movente dell’omicidio di Ann Widdecombe, con l’ipotesi principale che – attualmente, proprio in virtù del furto del portafoglio della portavoce di Reform UK – sembra essere quella economica, ma non si esclude neppure che tra i due possa esserci stato un qualche attrito: delle risposte più chiare – quasi certamente – arriveranno solamente tra qualche giorno, con l’avanzare delle indagini.
