Delitto di Garlasco, il colonnello Cassese (Foto: Storie Italiane)
Lunga intervista del colonnello Cassese, ex comandante dei carabinieri di Vigevano, negli studi stamane di Storie Italiane, programma di Rai Uno condotto da Eleonora Daniele. Il colonnello Cassese è tornato sulla nota indagine per falsa testimonianza nei suoi confronti, precisando che non ha ancora ricevuto ad oggi alcuna comunicazione ufficiale, nessun avviso di garanzia, avendo appreso la notizia dalla tv e poi facendo una telefonata. Nel corso della chiacchierata con Eleonora Daniele Cassese è tornato sull’indagine del 2027, “Stasi è innocente? Non posso esprimermi ma mi rifaccio alla sentenza di condanna che è stata determinata da una serie di elementi nuovi”, ricordando come dopo le prime due assoluzioni la Cassazione ha richiesto un nuovo processo con nuovi accertamenti, che hanno così ribaltato la sentenza.
Si è detto comunque dispiaciuto per come è andato l’interrogatorio con il procuratore Civardi a Pavia, dicendo di essersi sentito mortificato, avendo 40 anni di carriera, di cui 10 nella polizia giudiziaria in quel di Napoli. “Non sono uno sprovveduto”, ha precisato. Nell’affrontare invece l’argomento revisione al processo di Stasi, Cassese si è detto certo che potrebbe rimettere pace all’indagine su Garlasco in un senso o nell’altro, nel senso che metterà un punto fermo a questa vicenda, sia se verrà accolta la revisione, sia se la stessa non dovesse essere accolta.
Ha quindi affrontato l’argomento verbale di Sempio del 2008, quello del famoso scontrino di Vigevano dell’indagato e che era stato interrotto due volte senza però che alcuna interruzione sia stata segnata sullo stesso verbale: “ma quanto ha inciso questo verbale nell’accusa ad Alberto Stasi”, domanda comunque il colonnello Cassese, aggiungendo che in ogni caso sull’attuale indagato erano stati fatti degli accertamenti e i vari riscontri, ricordando inoltre che era stato lui a chiedere di risentirlo. “Non abbiamo visto i tabulati? “Vengono autorizzati con un provvedimento di emergenza, noi non li abbiamo richiesti comunque”. In ogni caso l’ex comandante dei carabinieri non chiede ad un complotto: “E’ qualcosa di grosso, che poi qualcuno continua ad esternare le proprie tesi…”.
