Vladimir Putin, presidente Russia (Foto: Ansa)
Cresce l’allarme tra gli 007 occidentali per un’intensificazione del cosiddetto “wet work” russo, ovvero le operazioni violente e gli omicidi su commissione in Europa: secondo quanto rivelato dal Financial Times, infatti, la Russia avrebbe preso di mira non solo dirigenti della difesa, ma anche CEO di piccole imprese strategiche legate alla produzione di droni per l’Ucraina, con una vera e propria psicosi sulla sicurezza che sta spingendo molte aziende a ricorrere a scorte private per i propri vertici.
L’allerta sulla Russia coincide – peraltro – con la notizia dell’arresto in Polonia di un uomo 60enne polacco accusato di aver organizzato un attentato contro il premier Donald Tusk e il suo ministro della Difesa: sebbene l’identità dell’indagato e la matrice del gesto restino da chiarire, l’episodio è specchio della vulnerabilità dei Paesi della NATO al confine con la guerra, già teatro di frequenti provocazioni e contatti con la disinformazione o l’intimidazione russa.
Gli esperti ritengono che la strategia della Russia punti innanzitutto a un impatto psicologico, mirando a instillare la paura per disincentivare la cooperazione industriale con Kiev; mentre, sul fronte italiano, fonti qualificate di Ansa precisano che non si registrano reali segnali di allarme, ridimensionando le ricostruzioni del FT a generici protocolli di prevenzione scattati con l’inizio della guerra.
