Giorgia Meloni, presidente del Consiglio, con Giancarlo Giorgetti, ministro dell'Economia (Ansa)
Sono stati pubblicati in queste ore gli ultimi dati dell’ISTAT sull’andamento dell’economia italiana che parlano di una crescita ancora piuttosto modesta con il PIL che – nel terzo trimestre dello scorso anno – è cresciuto appena dello 0,1 per cento: un dato, però, che secondo l’economista e direttore della Fondazione Edison Marco Fortis va letto in una cornice più ampia per capire veramente l’andamento dell’economia italiana.
Infatti, secondo Fortis la cosa più interessante che emerge dal report dell’ISTAT è che l’Italia è l’unico paese del G7 ad aver concluso il 2024 con un “avanzo primario”, rispetto al “disavanzo primario” maturato dagli altri Grandi della terra: in tal senso, se si considerasse il pareggio del bilancio come obbligatorio, l’economia italiana sarebbe l’unica ad aver avuto una crescita (sempre in termini di PIL) dall’1,2 per cento; mentre gli USA avrebbero avuto un calo dello 0,6 per cento e – tra gli altri – la Francia di addirittura il 2,6 per cento.
La rotta de seguire, insomma, secondo Fortis è chiara: continuare a “sfruttare fino alla fine il Pnrr” dando il tempo agli “investimenti delle imprese” di maturare, in attesa che i “risparmi” dei cittadini vengano “ricostituiti” e – auspicabilmente – che i “salari reali” aumentino ancora; il tutto – insomma – dando il tempo all’economia italiana di tornare a crescere in un contesto in cui i conti pubblici sono perfettamente in ordine e la crescita possa essere concretamente capitalizzata.
