Lo stabilimento Stellantis di Mirafiori (Ansa)
Secondo gli ultimissimi dati elaborati dalla FIM, lo scorso anno la produzione di Stellantis in Italia è diminuita del 20% con un calo marcato soprattutto dal punto di vista della produzione di autovetture private (appena 213mila unità, il 24,5% in meno rispetto all’anno precedente): una vera e propria crisi, che sembra essere estesa a tutti gli stabilimenti del Bel paese, escluso quello storico di Mirafiori – a Torino – che è stato parzialmente salvato dalla 500 Ibrida.
Commentando l’andamento di Stellantis, il Segretario della FIM ha notato che si tratta di un dimezzamento della produzione rispetto al 2023, con il 2026 che sembra essere destinato a segnare un nuovo decremento sostanziale: è ormai chiaro, infatti, che ai consumatori italiani ed europei le auto elettriche non interessano e certamente non aiutano le normative europee sulle auto green; ma il vero rischio è che si ripeta con Stellantis quanto si è già visto con l’ex ILVA di Taranto, prima commissariata e ora – senza un acquirente – a rischio chiusura.
Per evitare una nuova ILVA, servirebbe un’ampia azione da parte del Governo e del MIMIT che punti innanzitutto all’abbassamento dei costi energetici che sono il principale scoglio per la produzione in Italia e altrettanto importante è sostenere la giga-factory di Stellantis sul territorio molisano per creare un vero e proprio polo per la produzione di batterie: a rischio, infatti, ci sono circa 18mila dipendenti che da un momento all’altro – senza Stellantis – rischiano di rimanere a piedi.
