Manifestazione Iran "a sostegno della libertà contro il regime teocratico"presso piazza Castello, Torino, 15 gennaio 2026 ANSA/ALESSANDRO DI MARCO ALESSANDRO_DI_MARCO
Si fa sempre più possibile un intervento militare degli Stati Uniti in Iran, alla luce della continua repressione violenta di Teheran verso il popolo in piazza. Nelle ultime ore il presidente americano Donald Trump è uscito nuovamente allo scoperto, chiedendo agli iraniani di rispettare tre condizioni o la sua “armada” come l’ha definita, è pronta a bombardare il Paese, spazzando via di fatto il governo degli Ayatollah.
Sul tavolo vi sono tre conditio sine qua non, per evitare una escalation, a cominciare dalla fine di qualsiasi tipo di programma nucleare che l’Iran sta portando avanti, programma tra l’altro già fortemente penalizzato dai precedenti bombardamenti israeliani. Secondariamente gli Stati Uniti chiede all’Iran di limitare i loro missili, precisamente quelli balistici che hanno quindi una gettata di svariate migliaia di chilometri e che potrebbero colpire “dall’altra parte del mondo”. Infine l’ultimo punto richiesto per evitare un intervento militare, ovvero, tagliare per sempre i legami con Hamas, i ribelli palestinesi, che gli iraniani riforniscono con armi e denaro, così come avviene per Hezbollah e gli Houthi in Yemen, tutti pronti ad aiutare Teheran qualora gli Usa dovessero attaccare.
