Referendum Giustizia, l’Anm schierata per il No (ANSA 2026, Alessandro Di Marco)
L’ex numero due della Consulta – e attualmente presidente del comitato per il Sì – Nicolò Zanon in queste ore è intervenuto sulle pagine di ItaliaOggi per commentare l’ormai imminente (seppur manchino ancora un paio di mesi) referendum sulla giustizia, incentrato sul tema della separazione delle carriere ma con il reale intento – spiega – di liberare la magistratura dall’opprimente peso delle correnti interne al CSM che decidono le sorti e le nomine di giudici e PM; incentrandosi, però, più sull’attuale scontro tra Sì e No al referendum giustizia, incentrato – specialmente sul secondo fronte – su fake news che annacquano il dibattito.
Secondo Zanon, infatti, sarebbe del tutto scorretta l’idea che il Sì al referendum giustizia porterebbe a un sistema in cui i PM sono sottoposti alla volontà della politica: una posizione che – a suo avviso – è dettata soprattutto dall’ANM che ha “colonizzato un organo costituzionale” – appunto, il CSM la cui funzione dovrebbe essere quella di giudicare l’operato dei magistrati, che siano PM o giudici – trasformandolo in quello che chiama “parlamentino dominato dalle correnti” e che ora sta disperatamente cercando di salvare.
Lo dimostra – sempre secondo Zanon – il fatto che all’interno del doppio CSM che si creerebbe con la vittoria del Sì al referendum giustizia le nomine sarebbero esclusivamente basate sui sorteggi: un modo per permettere avanzi di carriera legati al “merito” e non più sugli “equilibri interni” alle correnti; di fatto rendendo – almeno, potenzialmente – più efficiente il sistema giustizia, nel quale potrebbero fare carriera PM e giudici effettivamente meritevoli.
