Uno sbarco da nave Diciotti a Reggio Calabria (Ansa)
Dopo un anno già di per sé positivo dal punto di vista degli arrivi illegali da parte dei migranti e mentre la Spagna valuta la possibilità di regolarizzarne circa mezzo milione, l’UE sembra intenzionata a stringere ulteriormente le maglie dell’accoglienza, premendo sull’acceleratore dei rimpatri: secondo quanto spiegato recentemente in una conferenza stampa dal Commissario UE sui migranti Magnus Brunner, infatti, nel 2025 pur a fronte di un calo del 29% negli arrivi, solamente meno del 30% dei migranti espulsi ha fatto effettivamente ritorno nel suo paese.
La nuova strategia UE sui migranti – che, oltre al tema dei rimpatri, cercherà anche di consolidare il trend negativo sugli arrivi irregolari – prevederà tre principali pilastri, dei quali due puntano i riflettori sull’estero: se da un lato, infatti, Bruxelles intende sfruttare la strategia italiana in Albania, creando dei CPR all’estero ai quali saranno destinati i richiedenti asilo respinti; dall’altro verranno creati anche dei “centri polivalenti” nei paesi di partenza, utili per gestire direttamente in loco le domande di asilo e – di conseguenza – le partenze.
Non solo, perché qual ora i CPR e i centri polivalenti non dovessero bastare, l’UE intende avviare anche una nuova “diplomazia migratoria” sia con i paesi di partenza, che con quelli in cui verranno realizzati di Centri; unitamente all’ultima strategia che prevede l’uso dei visti in modo politico, limitandone il rilascio ai paesi terzi che si dimostrano ostili o rifiutano di collaborare dal punto di vista del rimpatrio dei loro migranti.
