Draghi e von der Leyen (Foto: Ansa)
L’ex numero uno della BCE ed ex presidente del consiglio, Mario Draghi, ha parlato nelle scorse ore all’Università Ku Leuven, in Belgio, rilasciando delle dichiarazioni come al solito mai banali, e che guardano a quello che accadrà a breve all’Europa. Per l’ex premier italiano “l’ordine globale è ormai defunto”, di conseguenza c’è il rischio che l’Unione finisca per sottomettersi in ogni ambito.
Ricevendo la nuova laurea ad honoris causa, Draghi ha profetizzato un’Europa divisa, deindustrializzata e subordinata, non proprio uno scenario piacevole per il nostro continente, descrivendo quindi una Ue sempre più fragile, soprattutto nel preservare i propri storici valori. Ha poi ricordato come gli Stati Uniti stiano minacciando “i nostri interessi territoriali” con i dazi, sottolineando che anche Washington ha parlato per la prima volta di una Europa “frammentata”, cosa che ovviamente va a suo interesse. In generale è comunque l’ordine globale ad essere quasi del tutto morto, spiega ancora l’ex numero uno della banca centrale europea. “Non sono stati risolti i vecchi problemi”, alla base degli scambi commerciali e ciò sta portando appunto ad una serie di scontri sui dazi, “competitività disallineata” e minacce di modifiche a quello che era il territorio dell’Europa, con chiaro riferimento al conflitto che si sta combattendo da ormai 4 anni in Ucraina.
