Vladimir Alexeyev, vittima dell'attentato a Mosca (Ansa)
Vanno ancora compresi i dettagli dell’attentato a Mosca che si è registrato nella mattinata di venerdì 6 febbraio 2026 ai danni di Vladimir Alexeyev, attualmente vicecapo dell’intelligenze militare del Cremlino con un’esperienza di altissimo livello alle spalle nei principali teatri esteri in cui la Russia (in un modo o nell’altro) è coinvolta: Alexeyev, infatti, sarebbe trai principali artefici del conflitto in Ucraina; oltre a essere considerato tra i fondatori del gruppo Wagner – con il quale trattò durante la rivolta del 2023 – e tra gli organizzatori dei referendum di annessione dei territori ucraini conquistati.
Stando alle primissime informazioni attualmente rese note dalle agenzie di stampa russe, l’attentato a Mosca – appunto – risalirebbe alla mattinata di venerdì: un individuo non ancora identificato avrebbe, infatti, atteso il generale Alexeyev nascosto all’interno di un edificio poco distante dalla sua abitazione, aprendo il fuoco non appena il vice degli 007 militari è uscito di casa; il tutto – ovviamente – dandosi alla fuga pochi istanti dopo.
Attualmente, la vittima dell’attentato a Mosca sembra essere in fin di vita, ricoverato in uno degli ospedali della capitale russa; mentre dal conto del Cremlino non sono stati ancora rilasciati commenti (o accuse) ufficiali sull’accaduto, se non le parole del portavoce di Putin – Dmitrij Peskov – che ha confermato l’avvio delle indagini, condividendo la sua speranza che Alexeyev “sopravviva” al brutale attentato a Mosca.
