FBI contro Jeffrey Epstein: il procuratore generale Geoffrey Berman (ANSA-EPA 2020)
Gli Epstein Files rilasciati negli Usa sono un archivio di milioni di pagine con “turpitudini” e attività illecite legate a Jeffrey Epstein e alle sue reti di potere. Secondo Alberto Contri, il contenuto delle carte suggerirebbe l’esistenza di operazioni finanziarie e ricatti che coinvolgerebbero servizi di intelligence – dal Mossad israeliano a MI6 e CIA – per ricavare denaro e ottenere leva politica, ma nel dossier non ci sono immagini esplicite né nomi completi per motivi di privacy, per cui è difficile trovare prove e risalire a individui specifici.
Contri cita anche carte che evocano presunti legami tra Epstein, l’alta finanza e alcuni personaggi, pur ammettendo che non vi sono “pistole fumanti” con nomi e cognomi. Alcuni commentatori pubblici, come l’anchorman Tucker Carlson, avrebbero interpretato codici nei file come riferimenti ad abusi, alimentando teorie già diffuse in rete, invece Contri tira in ballo anche casi di testimoni o investigatori morti o spariti e critica la lentezza del presidente Biden nel autorizzare la diffusione del dossier.
Molte delle rivelazioni per Contri hanno natura speculativa o complottista, e non portano a fonti verificate, infatti FBI e Dipartimento di Giustizia Usa hanno smentito l’esistenza di elementi che accertino ricatti da parte di Epstein, così come non c’è alcuna conferma dell’uso di materiale compromettente per fini di intelligence o controllo politico.
