Glovo (Ansa)
Sono accuse pesantissime quelle mosse dalla Procura di Milano al termine di un’inchiesta che ha coinvolto l’azienda Glovo – o meglio, la società spagnola Foodinho srl che gestisce la piattaforma di food delivery -, con l’amministratore delegato Miquel Oscar Pierre accusato di caporalato e sfruttamento dei dipendenti, costretti ad accettare compensi sotto la soglia di povertà grazie alla leva delle difficoltà che avrebbero a trovare un lavoro differente: per ora, dal conto di Glovo non è ancora arrivato un commento ufficiale, ma sappiamo che l’indagine prosegue spedite.
Stando ai rilievi della Procura milanese, sarebbero parecchi i casi accertati in cui i rider di Glovo venivano pagati tra i 2,50 e i 3,60 euro per una singola consegna, ritenute all’incirca l’80% inferiori rispetto ai minimi stabiliti dal Contratto collettivo nazionale per la categoria: per un turno di 12 ore giornaliere – talvolta 7 giorni su 7 – la paga sarebbe di massimo 900 euro, con penali associate ai ritardi maturati, al rifiuto di prendere in carico una consegna e alle pause.
