La situazione in Iran (Foto: Ansa)
Intervenuto sulle pagine de ilSussidiario.net, il professor Rony Hamaui ha riflettuto sul delicato dossier dell’Iran, recentemente finito al centro di negoziati con gli USA a Ginevra nei quali non sembra essere stato fatto nessun reale e concreto passo avanti dal punto di vista dell’attenuazione delle ostilità tra i due paesi: secondo Hamaui, infatti, sembra che l’Iran abbia proposto di “smettere qualsiasi arricchimento dell’uranio per 3 anni”, facendo infuriare Trump per quella che sembra essere a tutti gli effetti una mossa per evitare reali compromessi.
Ciò che sta accadendo veramente in Iran – sempre secondo Hamaui – è un doppio azzardo da parte di Khamenei e Trump: il primo, infatti, crede che “gli americani potrebbero causare danni ingenti” ma non sconfiggere veramente il regime; senza tenere, però, conto delle effettive “conseguenze dei bombardamenti”, delle “reazioni della piazza” già in fermento da mesi e delle possibili mosse “dell’apparato militare”.
Dal conto suo, invece, Trump azzarda – contando anche che nessuno sa veramente dove sia “nascosto Khamenei” in un paese enorme, fortemente “montagnoso [e] pieno di caverne” – nell’affidarsi all’idea di poter “infliggere un duro colpo all’Iran“, risvegliando quelle piazze in fermento che farebbero “cadere il regime”; con il rischio di impelagarsi in una lunga e complessa guerra a ridosso delle “elezioni di midterm”.
