Premier Giorgia Meloni al Consiglio Europeo (ANSA 2026, uff. stampa P. Chigi)
Il governo ha trovato un accordo per la proposta di una nuova legge elettorale con proporzionale corretto con premio di maggioranza e alcune novità per puntare a ottenere maggiore stabilità pur mantenendo la rappresentatività dei partiti. Il proporzionale verrà temperato con un premio di maggioranza che scatta a una precisa percentuale, invece si ricorrerà al ballottaggio se nessuna coalizione dovesse arrivare a quella percentuale alla prima tornata, per cui ci sarà un secondo turno tra i due raggruppamenti più votati, dando così la possibilità di esprimere una preferenza diretta per la coalizione vincente.
La riforma elimina invece le preferenze: gli elettori voteranno per liste o coalizioni senza esprimere candidati; la scheda sarà più chiara e si renderà soprattutto più trasparente il rapporto tra voto e formazione delle liste elettorali, evitando dinamiche interne, favorendo più coesione dei gruppi e azzerando le strategie.
Un’altra novità le soglie di sbarramento per l’accesso alla ripartizione dei seggi, bilanciando la rappresentanza dei partiti più piccoli ma al contempo scongiurando troppa frammentazione parlamentare, ma sono previsti anche criteri per una ripartizione più proporzionale al risultato elettorale nazionale.
