Su IlSussidiario.tv, il generale Giuseppe Morabito chiarisce il caso Sigonella: il diniego italiano all’uso della base per attacchi contro l’Iran non è “doppio giochismo”, ma rispetto della Costituzione, mancando l’accordo parlamentare per fini offensivi. L’analisi tocca poi l’indebolimento del sistema di comando a Teheran e la crisi in Libano, dove la missione Unifil resta in bilico. Infine, un errore tattico: l’Iran ha colpito una petroliera diretta in Cina, irritando Pechino.
AGGIORNAMENTO: Il Generale Morabito ha contattato la redazione dopo l’intervista per aggiungere un importante concetto a beneficio dei nostri ascoltatori a proposito del comportamento tattico e strategico dei nostri soldati nel sud del Libano. “Abbiamo detto – ha aggiunto Morabito – che l’equipaggiamento e l’armamento del nostro contingente è adeguato al controllo del territorio, ma non è l’equipaggiamento adatto, a livello di armamenti e mezzi, per confrontarsi in uno scenario di combattimento attivo. Non è possibile affrontare fasi di combattimento come questa senza adeguata attrezzatura, e non è possibile fare arrivare rifornimenti e mezzi senza scontrarsi in uno scenario di guerra con Hezbollah, milizia di terroristi e fanatici con i quali non è possibile dialogare. Giusto quindi l’atteggiamento prudente dei nostri soldati, che presidiano le caserme ufficiali e stanno nei rifugi senza muoversi da un posto all’altro senza adeguato equipaggiamento e copertura, esponendosi al fuoco incrociato”.
