Donald Trump e Xi Jinping, vertice Usa-Cina in Corea del Sud (ANSA-EPA 2025)
Per la prima volta negli ultimi 9 anni, il presidente statunitense – in questo caso, ovviamente, Donald Trump – è stato accolto a Pechino dall’omologo cinese, Xi Jinping, in un incontro che è già stato definito storico, soprattutto perché si inserisce in una delle più gravi e ampi guerra commerciali tra i due Paesi che si sia registrata negli ultimi decenni, scaturita dalla decisione del tycoon di imporre pesantissimi dazi ai quali il dragone ha risposto con limitazioni all’export verso gli USA di terre rara.
Proprio i temi del commercio e dei dazi è stato al centro dell’incontro tra i due leader, con Xi Jinping che nel suo discorso di benvenuto ha posto più volte l’accento sul concetto fondamentale di “stabilità ” e su quello della “trappola di Tucidide”, ovvero la teoria secondo la quale, quando una potenza emergente (in questo caso la Cina) rischia di eclissare quella dominante (ovvero gli USA), aumenta il rischio di un’escalation bellica mondiale.
Non solo, perché oltre al tema – sicuramente centrale, tanto che Trump è stato accompagnato anche da una 30ina dei più importanti imprenditori statunitensi – del commercio, sul tavolo sembra essere finita anche la questione di Taiwan: Xi Jinping, infatti, parrebbe aver sollevato la richiesta che gli USA riducano il loro supporto militare all’isola indipendente, appellandosi al rischio che si vada incontro a una “situazione estremamente pericolosa” se ciò non dovesse accadere.
