Il presidente dell'Ucraina Volodymyr Zelensky al WEF Davos, 22 gennaio 2026 (Ansa)
Volodymyr Zelensky prende le distanze da Donald Trump e prepara l’Ucraina a una fase nuova della guerra, nella quale Kiev punta a contare meno sugli Usa e molto di più sulle proprie forze e sull’Europa: a svelare il retroscena è il New York Times, che descrive rapporti sempre più freddi tra il presidente ucraino e l’amministrazione americana.
Secondo il quotidiano statunitense, a Kiev cresce la convinzione che Washington abbia progressivamente spostato il proprio baricentro strategico verso il Medio Oriente e la crisi con l’Iran, riducendo attenzione e priorità sul fronte ucraino. Una percezione aggravata dalle recenti aperture americane sul petrolio russo e dalla linea più prudente adottata dalla Casa Bianca sul dossier delle sanzioni energetiche contro Mosca.
In questo clima, Zelensky avrebbe irrigidito le proprie posizioni anche sul piano politico. Il presidente ucraino, scrive il Nyt, considera alcune dichiarazioni di Trump e del vicepresidente JD Vance come segnali di un progressivo disimpegno americano. Da qui la scelta di rafforzare i rapporti con i partner europei e accelerare sulla produzione interna di armamenti. Negli ultimi mesi Kiev ha investito soprattutto nello sviluppo di droni e sistemi di difesa nazionali, nel tentativo di costruire una maggiore autonomia militare. L’obiettivo è affrontare una guerra lunga senza dipendere completamente dagli aiuti occidentali, anche se gli Stati Uniti continuano a restare essenziali sotto diversi aspetti.
L’intelligence americana e i sistemi Patriot sono ancora decisivi per la tenuta della difesa ucraina, soprattutto contro i bombardamenti russi sulle città e sulle infrastrutture energetiche. Per questo, nonostante le tensioni, Zelensky evita una rottura totale con Washington.
Il New York Times sottolinea inoltre come i negoziati di pace appaiano sostanzialmente congelati: Mosca continua a mantenere una linea rigida, invece Kiev teme che eventuali pressioni internazionali possano trasformarsi in concessioni territoriali. L’Europa può assumere un ruolo sempre più centrale, sia sul piano militare sia su quello finanziario, nel sostenere la resistenza ucraina.
