Uk, premier Starmer (Foto: Ansa)
C’era grande attesa – specialmente all’interno del partito Laburista – per l’odierno discorso alla nazione annunciato dal premier britannico Keir Starmer, uscito pesantemente sconfitto dalle recenti elezioni comunali in un’avanzata dei Verdi e di Reform UK che sembra essere inarrestabile: già da giorni, infatti, diversi tra i ministri laburisti che affiancano il premier hanno chiesto le sue dimissioni, con un totale di 34 firmatari che vorrebbero un netto cambio di rotta nella guida della nazione e – forse soprattutto – del partito.
Nonostante le crescenti richieste, però, Starmer ha chiarito – esattamente come aveva fatto qualche giorno fa – che “non intendo farmi da parte e lasciare il paese nel caos”, specialmente a fronte di “tempi e avversari pericolosi” che stanno bussando alle porte di Londra: il premier, comunque, ha ammesso di aver compiuto degli “errori” nel suo mandato, ma anche sottolineato che è arrivato il momento del “cambiamento”, annunciando l’intenzione di portare a termine un piano che da tempo sta realizzando.
L’obiettivo ultimo di Starmer – ha spiegato – è quello di riportare il Regno Unito “nel cuore dell’Europa”, premendo sull’acceleratore “dell’economia, del commercio e della difesa”: secondo il Laburista, infatti, la Brexit – promossa da Farage, che accusa di essere “un opportunista” – ha reso il popolo “più povero” e la nazione “più debole” e, pur negando la sua intenzione di tornare a pieno titolo nel mercato unico, ora intende siglare una nuova serie di accordi commerciali con Bruxelles.
