Pasdaran in Iran con l’ayatollah Khamenei: le Guardie della Rivoluzione (ANSA-EPA 2025)
L’Iran ha trasmesso al Pakistan la sua risposta all’ultima proposta Usa per mettere fine alla guerra in Medio Oriente e riaprire i negoziati regionali: lo fa sapere l’agenzia locale Islamic Republic News Agency, secondo cui la replica sarebbe incentrata sulla cessazione immediata delle ostilità e sul ripristino della sicurezza marittima nello Stretto di Hormuz e nel Golfo Persico.
Anche secondo l’agenzia Isna, il piano iraniano punta in questa fase solo alla fine della guerra e alla stabilizzazione della regione, rinviando eventuali discussioni più ampie sul programma nucleare. Teheran ritiene cruciale il ripristino della libertà di navigazione a Hormuz, dopo settimane di tensioni militari e blocchi navali che hanno avuto pesanti ripercussioni sul mercato energetico mondiale.
Nel frattempo, il presidente Usa Donald Trump ha ribadito una linea dura nei confronti dell’Iran: in un’intervista tv, ha dichiarato che “otterranno” l’uranio arricchito iraniano e che le attività nucleari di Teheran vengono monitorate dalla United States Space Force. “Abbiamo tutto sotto stretta sorveglianza”, ha detto il presidente americano, aggiungendo che Washington è pronta a colpire qualsiasi tentativo iraniano di proseguire il programma nucleare militare.
Anche il leader israeliano Benjamin Netanyahu ha alzato i toni, sostenendo che il conflitto con Teheran non può considerarsi concluso finché l’uranio arricchito iraniano non verrà rimosso e i siti nucleari completamente smantellati. In un’intervista alla Cbs, Netanyahu ha spiegato che Israele considera ancora prioritario neutralizzare il programma nucleare iraniano e le infrastrutture missilistiche legate ai pasdaran e ai gruppi alleati nella regione; un eventuale accordo internazionale potrebbe consentire il trasferimento del materiale nucleare fuori dall’Iran, ma ha anche lasciato intendere che resta sul tavolo l’opzione militare.
