Peter Magyar (Ansa)
A poco meno di un mese di distanza dalle elezioni, il nuovo premier dell’Ungheria Peter Magyar ha prestato nelle ore scorse il suo giuramento che da il via ufficiale alla sua guida del Paese che per 16 lunghissimi anni è stato al centro della dittatura di Viktor Orban, pesantemente sconfitto alle urne da un popolo ormai esausto: non a caso, il nuovo premier entra in parlamento con una solida maggioranza superiore al 53 per cento, tali da garantirgli due terzi dei seggi.
Nel suo primissimo discorso alla nazione in qualità di premier, Peter Magyar ha promesso che “non regnerò sull’Ungheria, ma servirò il mio Paese” cercando di perseguire un “impegno utile” ai bisogni della popolazione, ricordando che sono stati ben “due milioni” gli ungheresi che hanno scelto di affidarsi a lui per un vero “cambiamento” dopo la lunghissima era (semi) dittatoriale del predecessore Orban.
Com’è facile immaginare, dopo il giuramento, sia Ursula von der Leyen che Antonio Costa hanno fatto i loro auguri al premier Peter Magyar e proprio in queste ore si è verificato anche il primo cambiamento significativo: sull’edificio del Parlamento di Budapest, infatti, è stata nuovamente apposta la bandiera europea, rimossa 12 anni fa da Orban; con un gesto simbolico che segna il ritorno in Europa dell’Ungheria.
