Caro carburanti (Foto: Pixabay)
Contro la crisi del cherosene e per compensare la possibile scarsità del più comune carburante usato in Europa, la Commissione Ue ha autorizzato le compagnie aeree a usare anche il “Jet A”, quello impiegato in Usa Canada. Ma l’European Union Aviation Safety Agency (Easa) invita alla prudenza: il carburante americano può essere usato in sicurezza solo se gestito correttamente, altrimenti esistono rischi concreti per le operazioni di volo e per la sicurezza degli aerei.
La differenza principale riguarda il punto di congelamento: il carburante usato in Europa è più adatto ai voli intercontinentali e alle tratte ad alta quota, dove le temperature esterne possono scendere molto sotto i -40 gradi. Secondo il bollettino dell’Easa, un eventuale uso improprio del carburante Usa potrebbe causare problemi operativi importanti, soprattutto nei voli lunghi.
La principale criticità riguarda la possibilità di confusione tra i due tipi di carburante durante le operazioni di rifornimento e pianificazione del volo. Se un aereo destinato a una rotta molto fredda venisse rifornito erroneamente con Jet A invece che con Jet A-1, il carburante potrebbe cristallizzare durante il volo. Ciò potrebbe ostruire filtri e condutture, causando riduzioni di potenza o, nei casi estremi, lo spegnimento dei motori. I piloti spiegano inoltre che anche differenze minime nella densità o negli additivi del carburante possono influenzare i calcoli su autonomia, peso e consumi dell’aereo.
La stessa Easa, però, chiarisce che si tratta di una situazione transitoria: prima della stagione invernale, prevista nel trasporto aereo da fine ottobre, l’Agenzia aggiornerà le indicazioni sulla base dell’evoluzione della crisi energetica e della disponibilità di carburante.
