Zelensky (Foto: Ansa)
Dopo le aperture di qualche giorno fa da parte di Putin – che è arrivato a dire che la guerra potrebbe essere prossima alla conclusione e che Bruxelles potrebbe fare da mediatore per un accordo -, sembra esserci stata nelle ultime ore una vera e propria accelerazione per raggiungere una pace in Ucraina, con il Cremlino che (al di là dei proclami) sembra essere esausto dal conflitto che perdura da anni e che ha esaurito buona parte delle sue – pur vaste – risorse militari.
Un segnale positivo per la pace in Ucraina, infatti, arriva dagli Stati Uniti, con il consigliere della presidenza russa – Yuri Ushakov – che ha fatto sapere che “presto” verranno accolti a Mosca i mediatori di Trump, Witkoff e Kushner: l’obiettivo è quello – ovviamente – di discutere sull’accordo da tempo sul tavolo dei paesi belligeranti; fermo restando che, solo qualche giorno fa, Dmitry Peskov aveva duramente contestato la posizione statunitense.
Similmente, anche l’Europa sembra intenzionata a muovere un passo in avanti rispetto alla pace in Ucraina: Antonio Costa, infatti, in queste ore ha precisato che le istituzioni europee restano pronte a dialogare con Mosca “se necessario” e “al momento giusto”; pur precisando che ritiene “false offerte” quelle recentemente avanzate da Putin, soprattutto per quanto riguarda l’ipotesi dell’ex cancelliere tedesco Schroeder in qualità di mediatore.
