In un’intervista su IlSussidiario.tv, Ugo Poletti smorza gli entusiasmi sulle presunte aperture di Putin: non sono vere trattative, ma segnali di debolezza dovuti ai danni economici e militari subiti dalla Russia. Il fondatore di Odessa Journal ritiene difficile trovare un mediatore credibile in Europa e definisce la recente tregua unilaterale un atto dettato dalla paura. Critico anche sulla cultura: alla Biennale si doveva dare spazio ai russi dissidenti, non alla propaganda.
