L'Unione Europea (Foto: Ansa)
Dopo diversi giorni di voci di corridoio, è stato presentato ufficialmente da Bruxelles in queste ore l’Industrial Accelerator Act che dovrebbe gettare le basi per il futuro della competitività nel Vecchio continente, risolvendo in parte quelle criticità sollevate da Mario Draghi nel suo (ignorato) report: il testo attualmente si trova ancora in fase di bozza, sottoposto al confronto politico tra i rappresentati dei 27 e non sappiamo ancora quando effettivamente entrerà in vigore.
Al di là delle tempistiche, però, sappiamo già per certo che l’Industrial Accelerator Act sarà largamente incentrato sul concetto di “Buy European” (ovvero, per i non anglofoni, “compra europeo”), utile per ridurre la dipendenza dai paesi esteri e stimolare la crescita della produzione interna: non a caso, infatti, il fulcro del testo sembra essere quello di fissare dei minimi percentuali di componentistica europea nelle nuove produzioni, con valori variabili a seconda del bene in questione.
Oltre al Buy European, però, nell’Industrial Accelerator Act rientrano anche una serie di misure che dovrebbero limitare l’enorme mole di burocrazia che pesa sulle imprese e sulle industrie, indebolendone le capacità di crescere e svilupparsi; mentre altri riferimenti del testo sono legati al disincentivo degli investimenti extraeuropei (fissando un limite economico, forse pari a 100 milioni di euro), in modo da stimolare quelli interni.
