Mojtaba Khamenei, nuovo Ayatollah Iran dopo la morte del padre (ANSA 2026, foto X Khamenei)
Mentre Trump che canta già (sicuramente troppo presto) vittoria, la nuova Guida Suprema dell’Iran Mojtaba Khamenei sembra pensarla in modo diametralmente opposto, scegliendo un tono fortemente battagliero per il suo primissimo messaggio pubblico dal momento in cui è stato eletto a oggi: poche parole, affidate a un comunicato letto da un presentatore della televisione statale di Teheran, con l’ayatollah che – anche a fronte del bersaglio posto sulla sua testa da Israele – preferisce non farsi ancora vedere in pubblico.
Nel suo messaggio, comunque, Mojtaba Khamenei ha confermato che la guerra contro Israele e USA è ancora in corso, tutt’altro che persa o prossima a una conclusione pacifica: l’obiettivo dell’ayatollah, infatti, è quello di sconfiggere i suoi “nemici”, anche per vendicare tutti i “martiri” che hanno perso la vita in questi primi 13 giorni di tensioni mediorientali; negando, insomma, quella resa auspicata da Trump quando ha dato il via ai bombardamenti.
Non solo, perché Mojtaba Khamenei ha anche voluto chiarire che l’Iran non intende muovere guerra contro nessuno dei vicini paesi del Golfo, invitandoli – se vogliono “mantenere un’amicizia” – a chiudere le basi statunitensi che ospitano sul loro territorio, unici bersagli di Teheran; mentre in conclusione, ha promesso che “se il nemico rifiuterà di risarcirci, allora prenderemo o distruggeremo i suoi beni”.
