Caro carburante (Foto: Ansa)
Non c’è ancora una crisi del carburante in Unione Europea. Nonostante vari segnali preoccupanti, come ad esempio la decisione della compagnia aere Lufhtansa di cancellare 20mila voli nei prossimi mesi, per il commissario europeo ai trasporti Apostolos Tzitzikostas, la situazione non è allarmante. Come vi spieghiamo su IlSussidiario,net lo ha ribadito anche di recente, in una riunione con i ministri dei trasporti dei 27 stati membri, a cui ha partecipato anche Salvini.
Tzitzikostas si dice certo che la situazione carburante è monitorata H24 in Ue e il mercato sta riuscendo a gestire la pressione, non essendoci gravi carenze. Per il commissario gli aumenti dei prezzi sono dovuti alla guerra in Iran e alla chiusura dello stretto di Hormuz, e non esclude l’istituzione di un “Osservatorio sul carburante” per monitorare i prezzi del carburante. Infine ha ipotizzato un obbligo di stoccaggio di jet fuel, delle quote minime da avere a disposizione in caso di possibili situazioni scioccanti future, e invitando a individuare eventuali alternative nell’approvvigionamento, come ad esempio “i carburanti aerei di tipo A”. Una linea quindi decisamente prudente e di attesa, sperando che la guerra in Medio Oriente possa concludersi il prima possibile, e che non è piaciuta al ministro Salvini, secondo cui è fondamentale sospendere il patto di stabilità e allentare il green deal.
