Satelliti di Starlink (web)
Potrebbe – e il condizionale è obbligatorio – modificare drasticamente la composizione chimica dell’atmosfera terrestre l’atteso aumento dei mini satelliti di Starlink che garantiscono una connessione internet affidabile anche alle aree più remote del pianeta: a dirlo è un recente studio condotto dal sito SpaceWeather.com che indica come origine del (potenziale) problema il fatto che i mini satelliti di Elon Musk si dissolvono in atmosfera, rilasciando composti chimici i cui effetti non sono ancora completamente noti.
Procedendo per ordine, è bene ricordare che il numero esatto di satelliti Starlink attualmente in orbita è ignoto, ma sappiamo che sono pensati per avere una vita relativamente breve, pari a un paio di anni al massimo, prima di attivare una funzione di rientro a terra che ne causa la distruzione durante il viaggio: solamente nei primi quattro mesi del 2026, sono stati – secondo lo studio che citavamo prima – 171 i satelliti che hanno attivato il processo di distruzione.
Proprio quest’ultimo, secondo lo studio, potrebbe essere all’origine di gravissimi danni all’atmosfera terrestre dato che ogni satellite di Starlink, infatti, durante la distruzione rilascia una 30ina di kg di ossido di alluminio in atmosfera, con il totale che sale a ben 5 tonnellate nei soli primi mesi del 2026: le conseguenze per il nostro pianeta non sono ancora note, ma l’ipotesi è che possano provocare gravi danni all’ozono e – a lungo termine – al delicato equilibrio chimico dell’atmosfera stessa.
