Alex Marangon (Foto: Tg5)
Arrivano importanti aggiornamenti in merito alla morte del giovane Alex Marangon, 25enne veneto deceduto dopo una notte trascorsa all’ex abbazia di Vidor. Come vi abbiamo spiegato tramite IlSussidiario.net è stata depositata una perizia tossicologica secondo cui tutti i partecipanti al rito sciamanico avvenuto durante l’estate di due anni fa aveva assunto l’ayahuasca, sostanza allucinogena – vietata in Italia – trovata anche nel corpo della vittima. Inoltre, alcuni avevano assunto anche cocaina, come riferisce Il Fatto Quotidiano; nel dettaglio si tratta di 16 partecipanti su 17 risultati positivi all’ayahuasca e sette invece alla cocaina.
Si tratta di un risultato molto importante in quanto va a smentire le testimonianze di alcuni partecipanti che avevano raccontato di non aver assunto quella sera la sostanza allucinogena, parlando invece di bevande depurative: di fatto praticamente tutti avevano invece assunto delle droghe quella notte. Secondo l’ipotesi ritenuta più credibile dagli inquirenti è probabile che Alex Marangon, dopo aver assunto un mix letale di droga, abbia iniziato a vagare per l’abbazia, per poi lanciarsi nel vuoto (o cadere accidentalmente) da un’altezza di circa 15 metri, finendo di sotto e morendo sul colpo oppure qualche ora dopo a seguito delle mancate cure. La famiglia contesta invece questa versione, convinta che il ragazzo sia stato aggredito e quindi ucciso: vedremo quale quadro emergerà con il proseguo delle indagini.
