La Ferrari SF-26 durante i test in Bahrain (Foto: Ansa)
La Ferrari continua a inseguire la Mercedes sul terreno più delicato della Formula 1, il motore. Dopo un avvio di stagione al di sotto delle aspettative, a Maranello si lavora già alla nuova power unit con l’obiettivo di ridurre il divario con la casa tedesca. L’obiettivo è portare il motore aggiornato in pista a Spa, nel weekend di metà luglio, nel breve termine si attende che la Fia definisca dopo il Gp del Canada le eventuali concessioni Aduo, il sistema pensato per aiutare i motoristi più in ritardo.
Dietro il progetto Ferrari si nasconde però una revisione molto più profonda: secondo quanto filtra dall’ambiente tecnico, e riportato dal Corriere, la power unit usata nelle prime gare non sarebbe mai stata ritenuta il progetto definitivo del nuovo ciclo regolamentare. I primi studi avrebbero infatti evidenziato problemi importanti di combustione, instabilità termica e affidabilità , costringendo il reparto guidato da Enrico Gualtieri a correggere la rotta.
Per questo si è scelto di partire con una soluzione più conservativa: un motore meno estremo ma più affidabile, mentre veniva sviluppata un’architettura diversa, pensata per recuperare prestazione soprattutto nella gestione dell’energia elettrica. È proprio qui che oggi Mercedes sembra avere il vantaggio maggiore. La casa tedesca avrebbe infatti interpretato meglio il nuovo regolamento, grazie a una combustione più efficiente e a una gestione più stabile della compressione, ottenendo consumi inferiori e cicli di ricarica più efficaci. Tradotto in pista: maggiore continuità di erogazione e meno sprechi di energia nei lunghi rettilinei.
Ferrari ha invece puntato maggiormente sull’affidabilità e sul controllo delle temperature, anche in vista dei nuovi controlli che la Fia intensificherà dal 1° giugno. La Federazione monitorerà infatti sempre più parametri legati ai propulsori, sia a vettura ferma sia direttamente durante il funzionamento in pista. Per questo a Maranello nessuno pensa a miracoli immediati: recuperare i circa 25-30 cavalli che separerebbero la Rossa dalla Mercedes non sarà possibile con un singolo aggiornamento. Serviranno diversi step evolutivi, anche sfruttando gli eventuali gettoni Aduo che potrebbero garantire budget aggiuntivi fino a 4,5 milioni di euro.
Nel frattempo cambierà ancora il quadro regolamentare del prossimo anno: la Fia vuole aumentare la potenza dei motori V6 e ridurre quella elettrica, riequilibrando il rapporto tra endotermico e ibrido. Una scelta che potrebbe favorire proprio Mercedes, già avanti nello sviluppo, invece Ferrari rischia di dover rincorrere su più fronti contemporaneamente: motore, aerodinamica e nuovi limiti tecnici su alcune soluzioni sviluppate per la SF-26.
