La situazione in Iran (Foto: Ansa)
Sembra essere vicina (o, quantomeno, più probabile rispetto a qualche giorno fa, quando si temeva un’imminente escalation) una svolta nella guerra in Iran, con i negoziatori di Washington e Teheran – coordinati da Islamabad – che sembrano aver compiuto importanti progressi nelle ultime ore: un accordo, infatti, sembra essere in corso di definizione, pronto per un possibile round di negoziati che dovrebbe tenersi il prossimo 5 giugno.
In particolare, soddisfatto per la possibile svolta nella guerra in Iran sembra essere il presidente USA Donald Trump, che ha parlato di una conversazione “molto positiva” tra i mediatori, precisando che gli ultimi dettagli sull’accordo “sono attualmente in fase di discussione”; mentre più cauti sembrano essere i Pasdaran, che hanno accusato il tycoon di aver rilasciato dichiarazioni di pura “propaganda” e sono tornati a minacciare “risposte devastanti” in caso di attacchi da parte del “nemico”.
Secondo le indiscrezioni giornalistiche, l’accordo per porre fine alla guerra in Iran partirebbe da una tregua di 60 giorni nel corso della quale lo Stretto di Hormuz dovrebbe essere completamente riaperto e sminato da Teheran in cambio di una revoca sulle sanzioni imposte da Washington: solo in quell’arco di tempo e dopo aver riaperto Hormuz, si inizierà a trattare sul nucleare iraniano, con i Pasdaran che hanno già chiarito di non aver ancora preso alcun impegno ufficiale in merito.
