Trump ed Erdogan prima del vertice NATO (Ansa)
Esattamente com’era stato previsto da tutti gli osservatori e commentatori mondiali, il vertice NATO in corso in queste ore ad Ankara si è trasformato nell’ennesimo “Trump show”, con il tycoon che ha accentato le attenzioni su se stesso e ne ha approfittato per attaccare tutti gli alleati europei, accusandoli di avergli voltato le spalle nella sua personalissima guerra in Iran, che è diventata – nella sua visione – un banco di prova per la fedeltà europea.
Al termine dell’incontro con Erdogan che ha anticipato il vertice NATO, infatti, Trump ci ha tenuto a chiarire che in Iran “non avevano bisogno di alcun aiuto”, spiegando che le richieste all’Europa erano solo un modo per “mettere alla prova le persone” e se “sarebbero state lì per noi”: in tal senso, il tycoon ha accusato “Italia, Germania [e] Francia” di avergli “voltato le spalle”, lasciando intendere che non sarà più disposto a spendere “centinaia di miliardi di dollari [per] loro”.
Tra tutti i sedicenti nemici indicati al vertice NATO, però, Trump ha anche voluto chiarire di essere un “grande amico” di Erdogan con il quale ha sempre avuto “una buona intesa [e] un rapporto molto speciale”; mentre un pensiero è andato anche al chiodo fisso della Groenlandia, per la quale il tycoon ha accusato – falsamente – la Danimarca di non aver “speso soldi per aiutarla”, sostenendo l’idea che “dovrebbe essere controllata dagli Stati Uniti”.
