Donald Trump in campagna elettorale in Texas durante le presidenziali del 2024 (Ansa)
Per la terza volta nell’arco di poche settimane, il presidente statunitense Donald Trump è tornato ad attaccare la premier Giorgia Meloni con un post condiviso online sul suo profilo Truth che rischiava di aprire una nuova diatriba diplomatica a ridosso dell’imminente vertice della NATO ad Ankara: un caso, tuttavia, che sembra essersi sgonfiato rapidamente, grazie soprattutto alla linea del silenzio adottata da Palazzo Chigi e osservata da (quasi) tutti i leader del centrodestra.
Nel nuovo attacco contro Meloni – che segue, appunto, quello di un paio di settimane in cui il tycoon aveva accusato la premier di averlo “supplicato” di scattare una foto assieme -, Trump si è limitato a condividere una foto della premier scattata al G7 con allegata la frase (ovviamente, in inglese) “serve un ordine restrittivo”: un vero e proprio meme, che ha fatto rapidamente il giro del web e che è giunto piuttosto in fretta anche – possiamo immaginare – all’attenzione della stessa premier.
Nonostante i primi due attacchi di Trump avessero ricevuto una dura risposta dalla premier, però, in questo caso sembra essere prevalsa la linea del silenzio, tanto che da Palazzo Chigi (o dalla stessa Meloni) non è arrivato nessun commento; mentre solamente il ministro Tajani ha commentato l’accaduto: il titolare degli esteri, infatti, ha detto che le parole del tycoon “si commentano da sole”, chiarendo che l’unico interesse italiano è quello di preservare “le relazioni politiche molto importanti” con gli USA.
