Vladimir Putin, presidente Russia (Foto: Ansa)
Il Cremlino torna ad alzare i toni nei confronti della Polonia, accusata di aver avviato sul proprio territorio la produzione di droni destinati all’Ucraina. A lanciare il monito è stato il portavoce della presidenza russa, Dmitrij Peskov, che in un’intervista all’emittente russa Vesti, rilanciata dall’agenzia Tass, ha invitato Varsavia a «riflettere sulla propria sicurezza», ricordando che il ministero della Difesa russo avrebbe già reso noti gli indirizzi degli impianti coinvolti nella produzione.
Nella stessa intervista, Peskov ha definito «racconti horror» le ipotesi, circolate su alcuni media occidentali, secondo cui la Russia potrebbe pianificare un attacco contro il territorio polacco. Allo stesso tempo, però, ha ribadito che la presenza di aziende impegnate nella costruzione di droni militari destinati a Kiev rappresenta, dal punto di vista di Mosca, un elemento «che non ha nulla di buono».
Sul fronte diplomatico, dal Cremlino arrivano anche segnali relativi ai contatti tra Mosca e Washington. Secondo quanto riferito dal consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov, durante una telefonata di circa novanta minuti con il presidente russo Vladimir Putin, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump avrebbe manifestato la disponibilità a contribuire alla ricerca di una soluzione negoziata per la guerra in Ucraina. Secondo Ushakov, Trump avrebbe confermato l’intenzione di affrontare il tema anche in occasione del prossimo vertice Nato, ribadendo il proprio impegno per favorire una rapida conclusione del conflitto.
Sempre secondo la ricostruzione fornita dal Cremlino, la conversazione tra Putin e Trump si sarebbe svolta in un clima definito «professionale e piuttosto costruttivo». Mosca continua però a ribadire che qualsiasi percorso negoziale dovrà tenere conto delle condizioni considerate fondamentali dalla Russia, insistendo sulla necessità di una soluzione politico-diplomatica che rispecchi le proprie richieste.
