Salah al Din Road, Striscia di Gaza, febbraio 2024 (Ansa)
È agghiacciante il bilancio degli ultimi tre anni di guerra a Gaza fatto – proprio in queste ore – da Save the Children, denunciando l’uccisione di almeno 21mila bambini e ragazzi nell’arco di solamente mille giorni: un dato che può essere letto anche come la sparizione di una piccola città sul modello di Urbino – se fosse composta solamente da minori – e che potrebbe essere (addirittura) sottostimato, dato che moltissimi corpi si trovano ancora sepolti sotto alle macerie.
Non solo, perché se sono circa 21mila i morti a Gaza, secondo il Site managament cluster ci sarebbero anche altri 800mila minori attualmente sfollati – 7mila dei quali anche senza famiglia -, pari all’80% della popolazione dei minori della piccola striscia palestinese; mentre in 245mila tra gli under 18 sarebbero attualmente a rischio malnutrizione per via delle gravissime carenze di frutta, uova e – più genericamente – alimenti nutrienti.
A rendere ancora peggiori i dati di Save the Children, peraltro, c’è anche un’indagine svolta da Unfpa, secondo la quale a Gaza il 96% dei bambini ritiene “imminente” la propria morte, con il 77% delle abitazioni che sono state distrutte dai raid israeliani e i palestinesi attualmente costretti a vivere in poco meno del 40% del territorio complessivo della striscia palestinese.
