L'invasione dei migranti a Ceuta (ansa)
L’enclave spagnola di Ceuta, in Marocco, sta affrontando una grave emergenza migratoria che richiama la crisi del 2021: in una sola settimana – infatti – sono arrivati oltre 1500 migranti, giunti a nuoto superando le barriere marine, con un flusso continuo di circa 300 persone al giorno che equivale – grosso modo – a ben il 2% dell’intera popolazione locale.
I centri d’accoglienza di Ceuta – non a caso – sono ormai al collasso: le strutture per i minori registrano un tasso di occupazione del 1.600 per cento, con 700 presenze a fronte di soli 180 posti disponibili; mentre tra gli adulti si contano oltre mille richieste pendenti su 500 posti, situazione che ha reso necessaria la creazione di vere e proprie tendopoli di fortuna.
Di fronte al rischio di superare i record negativi del 2021, il presidente di Ceuta – Juan Vivas – ha chiesto al governo di Madrid l’attivazione dello stato di emergenza nazionale per impiegare l’esercito e la Guardia Civil: il governo centrale – perà – ha frenato, ricordando che la misura straordinaria è previste solo per calamità naturali o disastri tecnologici, lasciando incerto l’intervento che verrà messo in campo.
