Vladimir Putin, Presidente Russia al Cremlino (ANSA-EPA 2026)
In un discorso alla nazione, il presidente della Russia Vladimir Putin ha annunciato le imminenti elezioni per il rinnovo della Duma, previste dal 18 al 20 settembre, presentandole come un banco di prova fondamentale per misurare il sostegno popolare alla guerra: per il Cremlino, infatti, l’affluenza sarà una dimostrazione di coesione e resilienza nazionale a sostegno dei soldati al fronte.
Si tratta del primo voto parlamentare dall’inizio del conflitto nel 2022 e coinvolgerà – ovviamente, per la prima volta – anche i territori occupati del Donbass e della Novorossiya, insieme alle truppe impegnate al fronte: l partito di governo Russia Unita ha anche scelto di blindare la maggioranza, escludendo preventivamente ogni candidatura contraria alla guerra, tanto che sulla scheda figurano solamente forze d’opposizione favorevoli all’azione militare.
Nonostante l’esito scontato, la votazione in Russia si svolge in un clima di crescente stanchezza da parte del popolo e preoccupazione per le difficoltà economiche: la vera incognita per il Cremlino, in tal senso, non riguarda la composizione dell’assemblea parlamentare, ma la tenuta del fronte interno, con i cittadini che temono l’annuncio di una nuova mobilitazione subito dopo la chiusura delle urne.
