L'invasione dei migranti a Ceuta (ansa)
Il ministro degli Interni Matteo Piantedosi ha stabilito in queste ore un’ulteriore proroga di 15 giorni la sospensione di Schengen con la Spagna e il proseguo dei controlli alle frontiere aeree e marittime con il territorio iberico: la misura è stata introdotta ad aprile in seguito all’arrivo di migliaia di migranti nell’enclave di Ceuta ed è stata prorogata dal Viminale per il persistere di “elevati profili di rischio per la sicurezza interna” e per il pericolo di infiltrazioni terroristiche.
La replica di Madrid – quasi ovviamente – non si è fatta attendere, con il governo spagnolo ha esteso a sua volta fino all’8 ottobre i controlli nei porti e negli aeroporti sui passeggeri in arrivo dall’Italia, ricalcando una misura speculare già adottata nei mesi scorsi, ma senza sospendere formalmente gli accordi di Schengen.
Il ministro degli Esteri spagnolo – José Manuel Albares -, inoltre, ha espresso un duro giudizio sulla condotta dell’esecutivo italiano, definendo la proroga “assurda, inutile e una vergogna” e ha accusato la premier Meloni e il ministro Tajani di minare lo spirito comunitario dello spazio Schengen e di agire per logiche di partito anziché da leader europei.
