Ulf Kristersson, premier della Svezia (ansa)
In Svezia si sono aperti in queste ore i seggi per elezioni parlamentari il cui esito sembra essere particolarmente incerto: i sondaggi della vigilia, infatti, indicano un testa a testa serratissimo tra il blocco di centrosinistra (dato al 49,3%) e quello di centrodestra (dato 49 per cento e attualmente al governo) con l’incognita del partito ultranazionalista dei Democratici Svedesi che è accreditato attorno al 20% dei seggi totali.
Il centrosinistra della Svezia – guidato dall’ex premier Magdalena Andersson – nel suo programma politico ha puntato tutto sulla difesa del welfare, sulla la spesa per la Difesa e sulla transizione ecologica, supportato anche dai Verdi, dal Partito della Sinistra e dal Partito di Centro: una coalizione che ha già mostrato qualche difficoltà nell’articolare un coeso e che rischio di gettare la nazione nel caos dopo qualche seduta parlamentare per le prime decisioni.
Sul versante opposto della Svezia, invece, i Moderati dell’attuale primo ministro in carica – Ulf Kristersson – puntano sugli sgravi fiscali e sul pugno duro contro la criminalità, affiancati anche dai Democratici Cristiani e Liberali; mentre un ruolo centrale sarà giocato dal leader ultranazionalista Jimmie Åkesson, in grado – ipoteticamente – di modificare gli equilibri di governo: i Democratici Svedesi hanno promesso una forte svolta restrittiva sulle politiche migratorie, proponendo soglie salariali per i permessi di lavoro e incentivi sui rimpatri.
