Intelligenza artificiale
Durante una visita in Irlanda, il presidente statunitense Donald Trump ha respinto con forza le richieste di rallentare la corsa all’intelligenza artificiale da parte dei principali leader del settore: criticando le “forze negative”, infatti, il tycoon ha ribadito che gli Stati Uniti devono mantenere la leadership globale sulla Cina, affermando che chi dominerà l’IA e le nuove tecnologie, dominerà anche il futuro.
A lanciare l’allarme sull’intelligenza artificiale – appunto – sono stati i vertici stessi del settore: il primo è stato Dario Amodei – alla guida di Anthropic – che ha definito l’attuale ritmo di crescita una progressione “esponenziale” che, senza un’immediata accelerazione sulle misure di sicurezza, nel giro di 6-12 mesi rischia di mettere a repentaglio internet, dominato da una super IA che sarà in grado di gestire autonomamente le reti.
Amodei – che ha ottenuto anche il supporto di Sam Altman ed Elon Musk – non chiede il blocco totale della ricerca sull’intelligenza artificiale o un clima di panico, ma un rallentamento nello sviluppo che permetta alla sicurezza di stare al passo con la velocità evolutiva: la sua proposta, infatti, è quella di accogliere osservatori esterni nelle aziende, sottolineando che la prevenzione dei rischi sia una priorità improrogabile.
