Gli effetti dei raid russi in Ucraina (Ansa)
Sembra farsi sempre più violenta la campagna militare della Russia contro l’Ucraina, vista da molti osservatori come una forma di ritorsione ai crescenti attacchi condotti da Kiev contro le infrastrutture energetiche russe, colpite (e parzialmente distrutte) nelle città di Mosca e San Pietroburgo: una campagna che recentemente ha preso di mira la capitale, distruggendo e danneggiando decine di edifici residenziali.
Secondo un conto ancora parziale reso noto dalle fonti militari dell’Ucraina, nella notte tra ieri e oggi sarebbero stati impiegati una 30ina di missili per colpire l’intera regione di Kiev e – soprattutto – la capitale: nessuno dei missili russi è stato intercettato dai sistemi difensivi forniti dall’Occidente e il conteggio delle vittime parla attualmente di 18 morti (dei quali 12 solamente nella capitale) e più di 70 feriti, quasi tutti civili.
Non a caso, dopo gli attacchi notturni da parte della Russia, l’Ucraina ha deciso di avviare una nuova indagine sui crimini di guerra commessi dal Cremlino, ritenendo (potenzialmente) deliberata la scelta di colpire gli edifici civili; mentre, dal canto suo, Mosca ha fatto sapere di aver colpito solamente “impianti militari-industriali e impianti energetici” con una serie di “armi di precisione a lungo raggio, terrestri, aeree e navali”.
