Missili in Iran contro Trump e Israele (ANSA-EPA 2026)
Sembra essere giunta alla tanto attesa svolta la trattativa – eterna e complessa – per la pace in Iran, con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che ha dichiarato di aver raggiunto un’intesa definitiva con gli ayatollah, con la speranza (ancora tutta da confermare) che venga firmata nella giornata di venerdì prossimo nella cornice della Svizzera: una vera e propria svolta, insomma, ma sulla quale pendono ancora diverse incognite, a partire dalla tenuta della tregua da qui a venerdì 19.
Attualmente, inoltre, non sappiamo ancora tutti gli effettivi dettagli dell’accordo per la pace in Iran, ma è certo che focale sarà l’immediata riapertura (sia da parte di Washington, sia da parte di Teheran) dello Stretto di Hormuz, per permettere il transito del petrolio bloccato dallo scorso febbraio: secondo Trump, l’apertura dello Stretto sarà a tempo indeterminato, ma i media iraniani sostengono gli ayatollah l’avrebbero concessa solamente per i prossimi 60 giorni.
Proprio i 60 giorni successivi alla firma definitiva della pace in Iran sembrano essere focali per la tenuta dell’accordo: in questo periodo, infatti, si terrà la trattativa sul complesso dossier nucleare che (secondo la versione ufficiale) ha spinto Trump a intraprendere un conflitto più complesso di quanto avesse calcolato, con gli ayatollah che dovrebbero rinunciare al loro programma di arricchimento, in cambio dello scongelamento di circa 12 miliardi di dollari di beni iraniani attualmente sequestrati dagli USA e della revoca alle sanzioni per l’export energetico di Teheran.
