Memoriale delle vittime a Crans-Montana (Ansa)
Ammonta a 1,5 milioni di franchi svizzeri – poco più di 1,6 milioni di euro – il conto presentato dagli ospedali elvetici per le cure prestate a dodici ragazzi italiani rimasti feriti nel rogo di Capodanno al discobar Constellation di Crans-Montana: a nove mesi dalla tragedia, l’emittente pubblica RTS fa il punto su uno stallo economico e diplomatico che rischia di trasformarsi in un salatissimo conto per i familiari delle vittime.
Nonostante gli accordi europei prevedano la copertura delle spese mediche da parte del Paese di residenza del paziente, il governo italiano ha opposto un fermo rifiuto: la premier Giorgia Meloni ha bollato la richiesta come “ignobile”, sostenendo che i costi debbano gravare sulle autorità svizzere o sui responsabili dell’incendio a Crans-Montana; ma l’incontro di maggio tra la presidente del Consiglio e il presidente elvetico Guy Parmelin non è bastato a sbloccare l’impasse del Consiglio federale.
Nel mezzo restano i genitori dei giovani ustionati a Crans-Montana, già provati dal dolore e ora destinatari di fatture parziali da oltre 60.000 franchi: le famiglie chiedono che le pretese economiche vengano sospese almeno fino all’accertamento formale delle responsabilità della strage, mentre l’ombra del contenzioso rischia di far cadere l’intero peso dei ricoveri sulle spalle dei feriti.
