Nidal Hasan (ansa)
Gli Stati Uniti si preparano a un evento senza precedenti nella storia moderna con l’esecuzione di Nidal Hasan – l’ex psichiatra militare autore della strage di Fort Hood del 2009 nella quale uccise 13 soldati e ne ferì altri 32 – che sarĂ trasmessa in diretta streaming il prossimo 3 dicembre: la decisione è stata anticipata dal Segretario alla Difesa Pete Hegseth e ha ricevuto l’autorizzazione dal presidente Donald Trump, con la condanna a morte che sarĂ eseguita da un plotone d’esecuzione.
La scelta di rendere pubblica l’esecuzione di Nidal Hasan per mostrare “le gravi conseguenze della violenza” – ha spiegato Hegseth – ha scatenato un’ondata di sdegno e reazioni bipartisan a Washington: dal fronte politico, infatti, giungono condanne sia dai Democratici che dai Repubblicani, con il senatore Thom Tillis che ha definito l’iniziativa “ripugnante”, paragonandola alle pratiche dei regimi autoritari; mentre la Conferenza episcopale americana la bolla come una “barbara promozione della cultura della morte”.
Anche la comunitĂ internazionale – quasi ovviamente – ha espresso una forte condanna: l’Ufficio dell’Alto Commissario ONU per i diritti umani ha avvertito che lo streaming della condanna di Nidal Hasan trasforma la sanzione in una punizione crudele e degradante, equiparabile alla tortura e in diretta violazione del diritto alla vita; chiedendo a Washington di riconsiderare una scelta che rischia di compromettere gli standard umani fondamentali.
