Manifestanti a supporto del Consiglio nazionale della resistenza iraniana (NCRI) a Bruxelles (Ansa)
Il Medio Oriente, tra fragili intese e tensioni interne, conferma di essere una regione instabile, una “polveriera” pronta a esplodere. Nonostante alcune aperture diplomatiche, come i colloqui tra Israele e Siria per intese di sicurezza con mediazione internazionale, si può parlare di progressi che sono molto limitati e incerti, perché non si entra nel merito delle questioni di fondo che alimentano i conflitti. Il rischio di un ritorno alle ostilità resta alto secondo il giornalista Albert Bozo, soprattutto se non verranno garantite soluzioni durature e reali strumenti di pace.
Nel frattempo, la situazione in Iran continua a peggiorare: dopo giorni di proteste e manifestazioni contro il regime, con blocco di internet e scontri violenti tra manifestanti e forze di sicurezza, il clima interno si conferma teso. Le piazze di Teheran mostrano un malcontento crescente con effetti non solo interni al paese, ma anche nello scacchiere regionale, in particolare nelle relazioni con potenze come Israele e gli alleati occidentali.
