Premier Giorgia Meloni al Consiglio Europeo (ANSA 2026, uff. stampa P. Chigi)
È pronto per la discussione finale e – quasi certamente – l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri il cosiddetto “decreto Sicurezza“, nato sulla scia emotiva dei recenti casi di cronaca tra gli accoltellamenti nelle scuole, le sparatorie che coinvolgono le Forze dell’Ordine e – soprattutto – gli scontri a Torino dopo il corteo pro-Askatasuna tra i soliti anarchici e le autorità : un pacchetto di norme che mira a ristabilire un ordine (purtroppo) sempre più carente, ma sul quale erano state sollevate alcune perplessità da parte del Colle.
Proprio per andare incontro al Colle, in mattinata si è tenuta una lunga interlocuzione tra Mantovano e Mattarella, dalla quale è emersa l’ultima bozza definitiva del decreto Sicurezza, pronto ad approdare già in giornata nel CdM: tra le novità , il Colle ha chiesto che venga esteso a tutti i cittadini – e non solo alle Forze dell’Ordine, come originariamente formulato – il cosiddetto “scudo penale“; mentre è stato modificato anche il fermo preventivo previsto dal decreto Sicurezza originale per includere – a fronte di un oggettivo pericolo, e non solo di un “atteggiamento sospetto” – anche un via libera da parte del PM di turno.
Sembrano essere cadute, invece, la proposta del Carroccio di includere nel decreto Sicurezza una cauzione per gli organizzatori delle manifestazioni e quella di punire i genitori dei minorenni trovati in possesso di un’arma da taglio; mentre restano intatte senza modifiche tutte le cosiddette “norme anti-maranza” che puniscono in modo più duro i minorenni che girano con il coltello in tasca e gli esercenti che glieli hanno venduti.
