Kevin Warsh (Ansa)
La possibile nomina di Kevin Warsh alla presidenza della Federal Reserve al centro dell’analisi di Mauro Bottarelli, che si è soffermato sugli scenari e le possibili ricadute, visto che assumerebbe la carica in una fase molto incerta per il mercato del debito Usa, con rendimenti dei Treasury a lunga scadenza che hanno già mostrato tensioni dopo l’annuncio del Warsh Day, e l’ETF che è sceso verso minimi considerati sintomatici di un calo di appeal degli investimenti in bond tradizionali. Se una Fed guidata da Warsh mantenesse una linea più restrittiva o meno espansiva, i rendimenti potrebbero restare alti, riducendo l’attrattiva del debito.
Molto dipenderà dall’andamento dell’inflazione, che resta sopra il target della banca centrale, e dalla data dependency nella definizione delle scelte di politica monetaria: se dovesse restare più alta a lungo, la Fed potrebbe mantenere i tassi relativamente alti, spingendo i rendimenti dei Treasury verso l’alto e creando condizioni difficili per il debito pubblico; se si attenuasse, il taglio dei tassi sarebbe plausibile.
Sono tre gli scenari sull’evoluzione dei Treasury: uno più probabile con tagli limitati e rendimenti in calo, un altro con tassi invariati o addirittura più alti se l’inflazione non scende, e un terzo più incerto basato su un bilanciamento politico ed economico che influenzerebbe i capitali e pianificazioni finanziarie.
