La manifestazione studentesca in Francia (ansa)
A sette mesi dalle presidenziali del 2027, la Francia si ritrova nuovamente paralizzata dal “quarto atto” della protesta studentesca: le piazze di Parigi, Marsiglia, Lione, Bordeaux e Nantes sono state teatro di imponenti cortei e duri scontri con le forze dell’ordine e la famosissima Place de la Bastille è stata trasformata in una roccaforte blindata tra cariche e lancio di lacrimogeni.
La mobilitazione giovanile in Francia ha ormai assunto una forte valenza politica, come dimostra la presenza in prima fila a Parigi di volti simbolo e figure vicine alla sinistra di Jean-Luc Mélenchon: per arginare la rabbia e rispondere al cronico problema della carenza di docenti, il ministro dell’Istruzione Edouard Geffray si è affrettato ad annunciare un piano d’urgenza, promettendo di anticipare le prime misure concrete in diretta sul principale telegiornale nazionale.
Gli annunci governativi non sembrano tuttavia bastare a placare le piazze in Francia, con gli studenti che insistono sullo stanziamento da 10 miliardi per chiudere le proteste e i principali sindacati del settore scolastico che hanno sposato pienamente le rivendicazioni dei giovani, proclamando uno sciopero generale per martedì 13 ottobre: per la stessa giornata, le sigle studentesche hanno già promesso una nuova manifestazione di massa su tutto il territorio francese, prefigurando un autunno di calde tensioni sociali.
