Xi Jinping, Presidente della Cina (Ansa)
Si registra un tentativo diplomatico firmato da Cina e Pakistan per fermare il conflitto tra Usa, Israele e Iran; hanno presentato un piano di pace in cinque punti per fermare il conflitto. L’iniziativa nasce dall’incontro a Pechino tra i ministri degli Esteri Wang Yi e Ishaq Dar, il cui obiettivo è quello di riaprire un canale negoziale in una fase del conflitto sempre più instabile.
Il piano si articola attorno a cinque pilastri: il primo è un cessate il fuoco immediato, ritenuto indispensabile per fermare l’escalation militare; il secondo prevede l’avvio di colloqui di pace, ritenuti l’unico strumento per una soluzione duratura; il terzo verte sulla protezione dei civili e delle infrastrutture sensibili, inclusi siti energetici e nucleari, sempre più esposti agli attacchi; il quarto punto è cruciale sul piano economico globale, perché riguarda il ripristino della libera navigazione nello Stretto di Hormuz, snodo chiave per il commercio energetico mondiale; il quinto punta a un accordo sotto egida ONU, per garantire legittimità internazionale e stabilità nel lungo periodo.
Pakistan e Cina stanno cercando di ritagliarsi un ruolo di mediatori, proponendo un’alternativa alla linea più dura degli Usa; Islamabad, in particolare, sta provando a sfruttare la propria posizione geografica e i rapporti con entrambe le parti per facilitare il dialogo, ma restano forti incognite, perché le richieste avanzate dai vari soggetti coinvolti sono difficilmente conciliabili e il conflitto continua a evolversi su più fronti, ma quantomeno è tentativo di riportare la crisi su un terreno diplomatico.
