Il presidente dell'Ucraina Volodymyr Zelensky al WEF Davos, 22 gennaio 2026 (Ansa)
Dopo l’ultimo fallimento dei colloqui per la pace in Ucraina, il presidente Volodymyr Zelensky ha proposto un nuovo round di negoziati da tenere negli Usa, con l’obiettivo di riavviare un processo diplomatico che punti alla fine del conflitto con la Russia. L’ultimo incontro, svoltosi ad Abu Dhabi e mediato dagli Emirati Arabi Uniti insieme agli americani, non ha prodotto un cessate il fuoco, ma ha portato all’accordo sullo scambio di prigionieri di guerra, secondo Zelensky comunque uno dei passi concreti in un quadro di negoziazione ancora in stallo. Il presidente ucraino ha ribadito la necessità di includere nei futuri negoziati clausole che assicurino garanzie di sicurezza e condizioni per un possibile tregua duratura sul campo, rifiutando però la richiesta russa di cedere territori.
Intanto, l’Unione Europea sta valutando la nomina di un inviato speciale per mediare i colloqui tra Mosca e Kiev, una figura di pace che Bruxelles potrebbe proporre per facilitare il dialogo diretto tra le parti in conflitto e rafforzare il proprio ruolo diplomatico nel processo. La discussione sulla nomina di questo mediatore europeo è prevista nel corso di una prossima riunione dei leader Ue a Bruxelles, e si inserisce in una cornice più ampia di fonti diplomatiche occidentali intenzionate a moltiplicare gli sforzi per ricercare una soluzione politica alla guerra.
Ma restano dubbi su come e con quali poteri tale ruolo possa operare, oltre allo scopo effettivo nella riapertura delle relazioni con il presidente russo Vladimir Putin. In ogni caso, l’eventuale inserimento dell’Unione come mediatore ufficiale potrebbe rappresentare un importante allargamento della diplomazia europea nei negoziati di pace, fino ad oggi condotti soprattutto con il contributo degli Usa.
