Proteste Iran anti-USA e Israele (ANSA-EPA 2026)
La situazione in Iran – a dispetto di quanto pensato Israele e USA – potrebbe degenerare con danni inimmaginabili per la regione mediorientale, il mondo intero e le elezioni di midterm di Trump dato che Teheran sarebbe facilmente disposta a giocarsi il tutto per tutto: a dirlo è l’ex ambasciatore italiano in Cina e Iran Alberto Bradanini nel corso di un’intervista rilasciata a ilSussidiario.net in queste ore, mettendo in fila le ultime novità emerse da trattative che – allo stato attuale – sembrano impossibili.
Ciò che spesso si tende a ignorare, specialmente in Occidente, infatti è che durante la guerra dei 12 giorni “Israele stava per prenderle di santa ragione e ha dovuto chiedere l’intervento di Trump” per rimettere in riga l’Iran: proprio per questa ragione, l’aspirazione degli USA sembra essere quella di un attacco mirato in grado di raggiungere “immediatamente l’obiettivo”; anche perché – spiega Bradanini – un conflitto aperto e diretto farebbe crollare ancora più a picco i suoi sondaggi.
Peraltro, in una guerra diretta – secondo l’ex ambasciatore – l’Iran sarebbe tranquillamente disposto a usare “tutti gli strumenti a sua disposizione per sopravvivere” e, pur uscendone potenzialmente danneggiato nelle fondamenta, le ripercussioni sarebbero ampie per il mondo intero: l’ultima mossa, infatti, potrebbe essere quella di “utilizzare la bomba con la ‘B’ maiuscola” e non va dimenticato che si genererebbero almeno “5, 6, 7 milioni” di profughi.
